martedì 30 ottobre 2012

OGNI TANTO...


OGNI TANTO...


Dalle notizie di


SSN 1827-8167

Riporta le più recenti notizie sociali, economiche e culturali della Cina
Periodicità: quindicinale
Anno XIII - Numero 241
Data di pubblicazione: 25 ottobre 2012



Viene rilasciato in una foresta un Panda allevato in cattività
Il Panda è l'animale emblema della Cina che sta compiendo ogni sforzo per tutelare questa specie animale
e preservarla dall'estinzione. Finora le autorità cinesi hanno istituito 64 riserve naturali per dare protezione
ai circa 1600 panda selvatici censiti. I panda allevati in cattività risultano pari a 34 secondo i dati
dell'Amministrazione Forestale dello Stato.

Nell'ambito di un progetto statale di conservazione di questa
specie animale, molto amata dai cinesi, il 11 ottobre è stato liberato in una foresta di bambù della Riserva
Naturale di Lipingzi, nella contea di Shimian nella provincia dello Sichuan, il panda di nome “Taotao” di
due anni di età. 

Taotao, un maschio nato in cattività è cresciuto in condizioni semi-selvatiche ma
i suoi istruttori hanno incentrato la formazione del cucciolo panda in modo che potesse imparare dalla
madre sin da quando era molto piccolo, per accrescere la sua capacità di combattimento e la capacità
di sopravvivenza.

L'esperimento che viene condotto con il panda Taotao è il secondo del suo genere.
Nel 2006 era stato liberato il panda vecchio di cinque anni "Xiangxiang". Tuttavia, il primo tentativo è
fallito in quanto Xiangxiang morì durante i combattimenti con altri panda selvatici per l'alimentazione
e il territorio, circa un anno dopo il rilascio.

Arrestati in Cina bracconieri di animali protetti
Il 15 ottobre in una operazione congiunta della polizia della Provincia di Hubei con quella di Hunan sono
stati arrestati 11 bracconieri di animali protetti in via di estinzione e sono stati sequestrati un gran numero
di orsi e cadaveri di antilopi.

Diciassette zampe d'orso, cinque cistifellea d'orso e più di 300 kg di carne
d'orso, così come pelli di cervo muschiato e cadaveri antilopi, sono state sequestrate dalla polizia.
I sospetti utilizzavano reti elettriche per intercettare illegalmente gli animali in via di estinzione nelle
foreste vicino a Shimen Wufenghouhe, Riserva naturale al confine delle due province.


La polizia di Hunan sta ancora perseguendo altri cinque sospetti.



venerdì 19 ottobre 2012

GLI ORSI DELLA LUNA



In Cina agli Orsi della Luna prelevano la bile come rimedio afrodisiaco
di Oscar Grazioli

Non so se tutti sanno cosa sono gli Orsi della Luna e forse in passato ne ho già scritto. Ebbene c’è una pessima notizia che mi costringe a riprendere l’argomento. Tra le mille orribili pratiche cui i paesi orientali, come Cina, Laos, Vietnam ecc., sottopongono gli animali, c’è lo sfruttamento degli orsi per estrarre la loro bile, considerata un rimedio terapeutico e afrodisiaco. La “vita” di questi plantigradi è una delle miserie umane morali più tragiche. Costretti in gabbie dove riescono a mala pena ad allungare un braccio per prendere il piatto con un po’ di cibo che gli viene fornito, sono obbligati a stare nella stessa posizione praticamente fino alla morte che può arrivare anche dopo 20 anni di agonia. Con un tubo metallico piantato nella cistifellea dai loro corpi sfiniti viene estratta quotidianamentela bile.

La loro immobilità li costringe a fratture spontanee e a enormi lesioni da decubito, con perdita di vaste aree di pelle e muscolo, in un dolore senza confini che termina solo con la morte liberatoria. Tutto questo è stato più volte accertato e filmato dai componenti di varie associazioni tra le quali spicca Animal Asia Foundation che, con un sapiente e intelligente lavoro diplomatico, è riuscita a entrare in contatto con le alte sfere della politica cinese, convincendole che l’immagine offerta al mondo, da questa pratica, era di gran lunga peggiore del preteso beneficio di una bile che non ha alcune delle caratteristiche decantate.

Il governo cinese, da qualche anno, ha cominciato a smantellare le “fattorie della bile”, anche se ne rimangono comunque centinaia nella sterminata Cina e ha concesso all’associazione di creare dei centri di recupero, dove gli orsi sequestrati vengono curati e riportati a una vita se non normale accettabile.

Ora, l’associazione ha lanciato su Facebook e su Twitter il suo grido d’allarme, perché è in grave pericolo il Centro di Recupero in Vietnam che il direttore del parco Tam Dao (dove è situato il centro), vorrebbe chiudere, con la scusa che c’è bisogno di terreno per la difesa nazionale. In realtà tutti sanno che il direttore Din Thien vuole regalare alla figlia quell’area per farne una sorta di parco nazionale, con alberghi di lusso.

La chiusura del Vietnam BearRescue Centre, comporterebbe lo “smaltimento” dei 104 orsi attualmente ricoverati dopo il sequestro in varie fattorie della bile, oltre alla perdita del lavoro per lo staff di 77 vietnamiti impiegati e la perdita di 2 milioni di dollari investiti dalla Animal Asia Foundation. Anche l’economia locale subirebbe un severo impatto negativo, visto che il centro di recupero è meta di studiosi e turisti da tutto il mondo.

Siamo disperati” scrive al mondo intero Jill Robinson, veterinaria direttrice del centro “ non sappiamo dove mettere i 104 orsi e la perdita di 2 milioni di dollari, tutti oggetto di donazioni, sarebbe una ferita mortale per la nostra associazione. Vi prego di scrivere al Primo Ministro vietnamita che sta per essere ingannato sul destino dell’area dal direttore del Parco in accordo con il ministro della difesa”. Al seguente indirizzo basta cliccare su “email now”, firmare con nome, cognome e indirizzo e cliccare su “invia”. Io l’ho appena fatto. Fatelo anche voi. Servirà a poco? Può darsi, ma è quel che possiamo fare al momento. Questa follia umana delle fattorie della bile va combattuta senza tregua e senza quartiere.

19 ottobre 2012

venerdì 5 ottobre 2012

L'ABOMINIO DEL TRASPORTO DI ANIMALI VIVI



L'abominio del trasporto di animali vivi: un business senza misericordia né rispetto
di Oscar Grazioli

Una delle maggiori vergogne del nostro, come di tanti altri paesi europei, è il trasporto di bestiame vivo. Si tratta di un abominio che l’uomo deve sopportare perché le lobby dei commercianti di carne sono potentissime è il trasporto degli animali vivi un business senza misericordia né rispetto. Cosa volete che gli freghi ai commercianti di carni della sofferenza di bovini, equini, suini, volatili, letteralmente stipati su TIR che viaggiano per decine di ore, senza l’adeguata documentazione e senza il minimo rispetto per le normative esistenti? Nulla, un fico secco. Crepino pure i più deboli, sui camion della morte, arsi dal sole o congelati dal freddo. Si spacchino pure le zampe, i fragili cavalli i cui nitriti di dolore l’autista ignora, “tanto devono andare in macello”. Si provochino ferite devastanti i vitelloni, spingendosi l'un l’altro contro le pareti metalliche del camion e urlino pure di dolore. Chi li sente e chissenefrega? L’importante è contare i soldi di quella mezzena trasformata in filetti, costate, lingue e ossibuchi.

Ci sarebbe in realtà una normativa europea che prevede al massimo quattordici ore di viaggio, seguite da uno stop per fare abbeverare gli animali, oltre a camion con aria condizionata, il divieto di legare le corna a ganci metallici e altre amenità simili. Pochissimi le rispettano, quasi nessuno le applica del tutto.

Il trasporto più vergognoso riguarda forse i cavalli. Le leggi ci sono, le normative anche, ma in Italia vengono da tutto il mondo a imparare la sottile arte di aggirarle. Per viaggi lunghi più di 50 chilometri, si prevede il trasporto in “stalli individuali”. E allora si mette un pannello di gomma tra un cavallo e l’altro (quando va bene). Viaggiano così i cavalli che provengono dai paesi dell’Est e dalla Spagna, ammassati l’uno contro l’altro con gli stinchi scorticati, i garretti sanguinanti subito preda di avidi tafani o con le zampe spaccate e la febbre che li divora nel caldo umido dell’estate spagnola, dove la temperatura dentro il carro bestiame supera i 40° C, dove manca una pausa, dove non c’è l’acqua né il cibo e l’unica liberazione dall’agonia di un viaggio che non finisce mai è l’odore della polvere da sparo, il rumore secco della pistola, la morte trovata talvolta in un sudicio garage che qualcuno vuole sia un mattatoio clandestino.

Proprio giovedì scorso agenti della polizia provinciale di Padova, dopo un corso di formazione, si sono messi sulla strada per alcune verifiche del loro apprendimento. Poche ore e a Curtarolo è stato fermato un camion, proveniente dalla Repubblica Ceca, ma italiano, che trasportava 40 bovini. In seguito alle verifiche sono state scoperte gravi irregolarità che hanno costretto gli agenti a bloccare il camion, a condurlo in un posto di controllo, cioè in una stalla di sosta, in cui sono stati fatti scendere e rifocillati gli animali e in cui sono state contestate le violazioni agli autisti. Pene previste? Circa 8000 euro (per entrambi gli autisti) che, con condizionali, sconti, 3x2 e promozioni varie, sono certo si ridurranno a un migliaio di euro ciascuno. Sapete quanto gliene può fregare a venditori e importatori di migliaia d’animali di 2000 euro? Esattamente quanto a me di avere perso per strada dieci centesimi.

L’Italia è il paese con i più alto consumo di carne equina d’Europa e i consumatori s’illudono di mangiare la carne “fresca” di cavalli locali, spesso ignorando l’agonia di quelle carni martoriate negli infiniti viaggi della morte. Non sarebbe ora di finirla?

05 ottobre 2012