venerdì 19 ottobre 2012

GLI ORSI DELLA LUNA



In Cina agli Orsi della Luna prelevano la bile come rimedio afrodisiaco
di Oscar Grazioli

Non so se tutti sanno cosa sono gli Orsi della Luna e forse in passato ne ho già scritto. Ebbene c’è una pessima notizia che mi costringe a riprendere l’argomento. Tra le mille orribili pratiche cui i paesi orientali, come Cina, Laos, Vietnam ecc., sottopongono gli animali, c’è lo sfruttamento degli orsi per estrarre la loro bile, considerata un rimedio terapeutico e afrodisiaco. La “vita” di questi plantigradi è una delle miserie umane morali più tragiche. Costretti in gabbie dove riescono a mala pena ad allungare un braccio per prendere il piatto con un po’ di cibo che gli viene fornito, sono obbligati a stare nella stessa posizione praticamente fino alla morte che può arrivare anche dopo 20 anni di agonia. Con un tubo metallico piantato nella cistifellea dai loro corpi sfiniti viene estratta quotidianamentela bile.

La loro immobilità li costringe a fratture spontanee e a enormi lesioni da decubito, con perdita di vaste aree di pelle e muscolo, in un dolore senza confini che termina solo con la morte liberatoria. Tutto questo è stato più volte accertato e filmato dai componenti di varie associazioni tra le quali spicca Animal Asia Foundation che, con un sapiente e intelligente lavoro diplomatico, è riuscita a entrare in contatto con le alte sfere della politica cinese, convincendole che l’immagine offerta al mondo, da questa pratica, era di gran lunga peggiore del preteso beneficio di una bile che non ha alcune delle caratteristiche decantate.

Il governo cinese, da qualche anno, ha cominciato a smantellare le “fattorie della bile”, anche se ne rimangono comunque centinaia nella sterminata Cina e ha concesso all’associazione di creare dei centri di recupero, dove gli orsi sequestrati vengono curati e riportati a una vita se non normale accettabile.

Ora, l’associazione ha lanciato su Facebook e su Twitter il suo grido d’allarme, perché è in grave pericolo il Centro di Recupero in Vietnam che il direttore del parco Tam Dao (dove è situato il centro), vorrebbe chiudere, con la scusa che c’è bisogno di terreno per la difesa nazionale. In realtà tutti sanno che il direttore Din Thien vuole regalare alla figlia quell’area per farne una sorta di parco nazionale, con alberghi di lusso.

La chiusura del Vietnam BearRescue Centre, comporterebbe lo “smaltimento” dei 104 orsi attualmente ricoverati dopo il sequestro in varie fattorie della bile, oltre alla perdita del lavoro per lo staff di 77 vietnamiti impiegati e la perdita di 2 milioni di dollari investiti dalla Animal Asia Foundation. Anche l’economia locale subirebbe un severo impatto negativo, visto che il centro di recupero è meta di studiosi e turisti da tutto il mondo.

Siamo disperati” scrive al mondo intero Jill Robinson, veterinaria direttrice del centro “ non sappiamo dove mettere i 104 orsi e la perdita di 2 milioni di dollari, tutti oggetto di donazioni, sarebbe una ferita mortale per la nostra associazione. Vi prego di scrivere al Primo Ministro vietnamita che sta per essere ingannato sul destino dell’area dal direttore del Parco in accordo con il ministro della difesa”. Al seguente indirizzo basta cliccare su “email now”, firmare con nome, cognome e indirizzo e cliccare su “invia”. Io l’ho appena fatto. Fatelo anche voi. Servirà a poco? Può darsi, ma è quel che possiamo fare al momento. Questa follia umana delle fattorie della bile va combattuta senza tregua e senza quartiere.

19 ottobre 2012

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